Il mio primo cortometraggio - Episodio 1

LA MINACCIA FANTASMINA

 

A breve realizzerò un sogno che inseguo da più di un anno.

Nel Febbraio 2017, fresco laureato e attraversando un periodo complicatissimo a livello personale e familiare, ho iniziato a lavorare ad un'idea che stava maturando da qualche mese. Avevo questa storia dentro di me, una suggestione che gridava a gran voce la necessità di venir fuori. Difficilmente lavoro partendo da un'immagine, ma stavolta è stato proprio così. "Una cuoca sfida il proprio pubblico brandendo un coltello dalla parte della lama", questo era il fotogramma incastonato nella mia mente in quel periodo. Dopo averci lavorato un po' è nata l'idea di Corduroy, il mio primo cortometraggio.

La storia iniziava a prendere forma, mentre la mia vita sembrava un aereo in piena turbolenza. Finito il percorso universitario avevo deciso di provare con il Centro Sperimentale di Cinematografia e il corto sembrava il giusto biglietto da visita con cui presentarmi alle selezioni. Avevo pianificato questo percorso ben prima, mentre preparavo gli ultimi esami e tutto sembrava filare in tal senso. Qualcosa però non mi convinceva. Vuoi per formazione, vuoi per gusto personale, non riuscivo a digerire di dover realizzare qualcosa solo e semplicemente per partecipare ad un'altra scuola, l'ennesima della mia formazione. In oltre mi metteva un'ansia pazzesca il fatto che per le regole della scuola quello fosse l'ultimo anno in cui potessi partecipare alle selezioni, dopo di ché niente, nisba, nada, si sarebbe chiusa quella porta. A lungo ho cercato di mettere a tacere quella vocina infastidita da questa condizione, ma alla fine ho dovuto cedere davanti all'evidenza: non faceva per me.

Il soggetto del corto è stato rimaneggiato tante di quelle volte che non ricordo. Il fatto di dover puntare ad un minutaggio specifico per le selezioni mi metteva ancora di più in agitazione, ma c'era dell'altro. Questa storia mi apparteneva e mi appartiene ad un livello talmente personale e inconscio da non poter accettare condizioni esterne. Avevo bisogno di raccontarla a modo mio. Nell'estate del 2017 ho iniziato a collaborare come sceneggiatore per un collettivo di autori, con quelli che sono attualmente i produttori del progetto. Mi fecero notare che c'era la possibilità di partecipare a un bando indetto dal Nuovo Imaie per la realizzazione di prodotti audiovisivi e in particolare cortometraggi, con un contributo niente male vista la situazione. Io di natura tendo a non credere in certe cose, poiché tendo a pensare che sia tutto pilotato, ma tant'è partecipammo a questa selezione. A Luglio scadeva la domanda, ma a causa di un problema tecnico (troppe le domande ricevute, tante da mandare in tilt il sistema) fu rinviato tutto a Settembre.

Ricordo benissimo quel periodo dell'estate scorsa. Lavoravo a vari progetti contemporaneamente e quando si fece concreta la possibilità di realizzare la mia storia, il mio corto, fui come trascinato in un vortice di stress e ansia senza precedenti. La settimana precedente alla scadenza fu uno dei periodi più rocamboleschi della mia vita. Dovevo sistemare tutto, sia a livello creativo e artistico, che da un punto di vista produttivo e burocratico. Insomma, è stata la prima volta che ho avuto a che fare con tutto quel mondo che sta dietro la realizzazione di un prodotto audiovisivo. Meeting dell'ultimo secondo, revisioni notturne, caldo asfissiante e dozzine di maglie di ricambio. Potete immaginare la mia faccia la momento della disdetta della scadenza. Non ci potevo credere, ma dovetti fare i conti con la realtà e rimandare tutto a Settembre...