Oscar 2019 - vincitori e vinti

E così anche quest’edizione degli Oscar è stata archiviata e abbiamo la lista completa dei vincitori e degli “sconfitti”.

Quella di quest’anno è stata una serata particolare degli Academy Awards e per diversi motivi. È stata infatti la prima edizione priva di un vero e proprio presentatore unico, a seguito del passo indietro di Kevin Hart dalla conduzione dopo lo scandalo scoppiato in seguito al “ritrovamento” di alcuni suoi tweet particolarmente poco eleganti e con continui riferimenti omofobi. Le altre due sostanziali novità o motivi di interesse di quest’anno sono stati sicuramente rappresentati dalla candidatura di Black Panther a miglior film (e a diversi altri premi) e soprattutto la massiccia presenza di Netflix, con ben 15 nomination(s). Due particolari quest'ultimi che sottolineano come l’industria stia cambiando e di come gli Oscar, da sempre termometro vero per il cinema mondiale, raccontino di un panorama in evoluzione. Lenta, ma pur sempre evoluzione.

In definitiva posso dire che quest’anno a far “discutere” siano state più le nomination che gli effettivi vincitori. Le scelte dell’Academy sono state infatti grossomodo molto classiche e politicamente corrette per così dire. Come ogni anno, va detto, non hanno vinto proprio tutti i favoriti (no pun intended) o i film e artisti universalmente riconosciuti come migliori dei compagni di categoria. Ma ciancio alle bande e osserviamo la lista delle nomination con i vincitori evidenziati:

  • Miglior film
    Black Panther 
    BlacKkKlansman 
    Bohemian Rhapsody 
    La favorita
    Green Book 
    Roma 
    A Star is Born 
    Vice

  • Miglior regia
    Spike Lee, BlacKkKlansman
    Paweł Pawlikowski, Cold War
    Yorgos Lanthimos, La favorita
    Alfonso Cuarón, Roma
    Adam McKay, Vice

  • Miglior attrice protagonista
    Yalitza Aparicio, Roma
    Glenn Close, The Wife
    Olivia Colman, La favorita
    Lady Gaga, A Star Is Born
    Melissa McCarthy, Copia originale

  • Miglior attrice non protagonista
    Amy Adams, Vice
    Marina de Tavira, Roma
    Regina King, Se la strada potesse parlare
    Emma Stone, La favorita
    Rachel Weisz, La favorita

  • Miglior attore protagonista
    Christian Bale, Vice
    Bradley Cooper, A Star Is Born
    Willem Dafoe, At Eternity’s Gate
    Rami Malek, Bohemian Rhapsody
    Viggo Mortensen, Green Book

  • Miglior attore non protagonista
    Mahershala Ali, Green Book
    Adam Driver, BlacKkKlansman
    Sam Elliott, A Star Is Born
    Richard E. Grant, Copia originale
    Sam Rockwell, Vice

  • Miglior film straniero
    Capernaum (Libano)
    Cold War (Polonia)
    Never Look Away (Germania)
    Roma (Messico)
    Shoplifters (Giappone)

  • Miglior film d’animazione
    Gli Incredibili 2 
    Isle of Dogs
    Mirai 
    Ralph Spacca-Internet 
    Spider-Man: Un nuovo universo

  • Miglior corto d’animazione
    Animal Behavior
    Bao
    Late Afternoon 
    One Small Step 
    Weekends

  • Miglior sceneggiatura originale
    La favorita
    First Reformed 
    Green Book 
    Roma 
    Vice

  • Miglior sceneggiatura non originale
    The Ballad of Buster Scruggs 
    BlacKkKlansman 
    Copia originale
    Se la strada potesse parlare
    A Star is Born

  • Miglior colonna sonora originale
    Black Panther 
    BlacKkKlansman 
    Se la strada potesse parlare
    Isle of Dogs 
    Il ritorno di Mary Poppins

  • Miglior canzone originale
    All the Stars – Black Panther 
    I’ll Fight – RBG 
    The Place Where Lost Things Go – Il ritorno di Mary Poppins 
    Shallow – A Star is Born
    When A Cowboy Trades His Spurs For Wings – Ballad of Buster Scruggs

  • Miglior montaggio
    BlacKkKlansman
    Bohemian Rhapsody
    La favorita
    Green Book
    Vice

  • Miglior fotografia
    Cold War 
    La favorita
    Never Look Away 
    Roma 
    A Star is Born

  • Miglior scenografia
    Black Panther 
    La favorita
    First Man 
    Il ritorno di Mary Poppins 
    Roma

  • Miglior costumi
    The Ballad of Buster Scruggs 
    Black Panther 
    La favorita
    Il ritorno di Mary Poppins Returns 
    Maria Regina di Scozia

  • Miglior effetti speciali
    Avengers: Infinity War 
    Christopher Robin 
    First Man 
    Ready Player One 
    Solo: A Star Wars Story

  • Miglior trucco
    Border 
    Maria Regina di Scozia
    Vice

  • Miglior editing sonoro
    Black Panther 
    Bohemian Rhapsody
    First Man 
    A Quiet Place 
    Roma

  • Miglior mix sonoro
    Black Panther 
    Bohemian Rhapsody 
    First Man
    Roma 
    A Star is Born

  • Miglior cortometraggio
    Skin 
    Detainment
    Fauve
    Marguerite
    Mother

  • Miglior corto documentario
    Black Sheep 
    End Game 
    Lifeboat 
    A Night at the Garden 
    Period. End of Sentence

  • Miglior documentario
    Free Solo 
    Hale County 
    This Morning, This Evening 
    Minding the Gap
    Of Fathers and Sons 
    RBG

Si è tutto concentrato intorno agli stessi film, tutto sommato, eccezion fatta per le sorprese come Copia originale. Come pronosticato dal sottoscritto (è arrivato il divino Otelma) la questione Netflix si sarebbe “tutta” giocata sul miglior film straniero. Della proclamazione di Roma in questa categoria e la sua contemporanea a miglior film si è fatta diversa dietrologia, e in effetti questo escamotage è servito a liberarlo dal peso della statuetta più ambita. Consacrare Netflix avrebbe significato dare uno scossone netto all’industria e prendere una posizione in merito all’incalzante crisi della sala cinematografica come luogo unico di quest’arte. In precedenza sono stati il festival di Cannes e di Venezia a prendere una netta e polarizzata posizione in merito, con la competizione francese in netta opposizione e quella italiana invece che ha accolto la novità. Sugli Oscar di quest’anno gravava quindi il peso di dover in qualche maniera orientare in una direzione o nell’altra, e a conti fatti si è scelto di non scegliere, di lasciare uno spiraglio per entrambe le prese di posizione. Premiare così profusamente Alfonso Cuarón, oltre che a mantenere una linea politica ben chiara, essendo insieme ai suoi amigos il quinto regista messicano premiato negli ultimi sei anni, sottolinea come l’Academy abbia riconosciuto enormi meriti artistici a Roma e quindi a Netflix, ma che questo non basti a decretare l’effettivo e definitivo cambio di rotta dell’idea di Cinema. Infatti si è scelto come miglior film una bellissima pellicola (la cui recensione trovate qui https://www.ilgrigio.net/tra-il-bianco-e-il-nero/2019/2/9/green-book-di-peter-farrelly ), ma dall’appeal molto classico. Una tipologia di scelta condivisa anche per le altre categorie e che non fa arrabbiare nessuno (o quasi).

Caro Rami, ti rispetto solo per aver conquistato la tua collega e per aver arricchito la cerimonia con la sua magnifica presenza. Sono ancora arrabbiato con te…

Caro Rami, ti rispetto solo per aver conquistato la tua collega e per aver arricchito la cerimonia con la sua magnifica presenza. Sono ancora arrabbiato con te…

Identificare un vincitore unico di questa edizione è impossibile, o meglio in teoria ci sarebbe, ma è talmente scialbo e fuori luogo da risultare solo e soltanto mera operazione di propaganda. Sto parlando di Bohemian Rhapsody, che si è aggiudicato ben quattro Oscar e soprattutto il premio al miglior attore protagonista con Rami Malek. Che questo film potesse aggiudicarsi i premi tecnici relativi al suono può avere senso, per quanto si tratti di un’analisi molto grossolana, ma la cosa che mi ha stupito di più è stato il premio al montaggio. Ero convinto e forse in fondo ci speravo più per affetto, che il premio sarebbe andato a Vice e invece…In generale comunque con il premio a Malek si è trattata di una vera e propria esaltazione di un film che francamente trovo molto discutibile. Il successo commerciale ne ha evidenziato l’enorme potenziale indubbiamente, ma come nel caso del suo protagonista credo si sia trattata di una scelta puramente propagandistica. A tal proposito entrambi i film “musicali” di questa edizione pur ricevendo diverse candidature non hanno raccolto a mio avviso in maniera equa. A star is born forse avrebbe meritato qualcosina in più, ma d’altra parte fatto salvo per la statuetta a miglior canzone per Lady Gaga, mai veramente messa in discussione, la sua candidatura a miglior attrice era pura fantascienza. Peccato soprattutto per Bradley Cooper, qui alla sua miglior prova attoriale e a un grande esordio alla regia.

<<Ma io volevo l’altra statuetta!!!>>

<<Ma io volevo l’altra statuetta!!!>>

Si è detto di Roma e della sua esaltazione a metà. In effetti si è trattato di uno degli sconfitti in parte di questa edizione, ma va ricordato che con i premi alla regia e alla fotografia, Cuarón è diventato il primo artista ad aggiudicarseli contemporaneamente. In tal senso questo film ha tolto la giusta attenzione a un’altra pellicola che a mio avviso ha preso i famosi “schiaffoni” in questa edizione. Il premio a miglior attrice protagonista per Olivia Colman ha infatti salvato La Favorita da una vera e propria debacle. Se si pensa come la sua meravigliosa e disturbante performance sia stata preferita alla quasi certa vittoria di Glenn Close, che in coppia con Amy Adams vive ormai un puro dramma Di Capriano, si capisce quanto importante sia stata la scelta in favore de La Favorita. Come a dire: <<scusateci, ma possiamo darvi solo questo “contentino”, però dai…>>

Questi due film erano probabilmente i veri contendenti nei cuori dei cinefili più accaniti e a ragion veduta, e avevano conquistato ben dieci nomination a testa. Nel caso del film di Lanthimos ha sorpreso come non sia stato preferito per alcune categorie tecniche, dove obiettivamente spiccava rispetto alla concorrenza. Per certi versi è come se entrambi i film si fossero contesi idealmente le statuette che contano, salvo poi veder sfumare quella speranza per entrambi.

Mi è dispiaciuto, e già ho avuto modo di sottolinearlo, per Vice, ma obiettivamente si tratta di un film troppo scomodo e poco “da Oscar”. Christian Bale ha provato la carta “Gary Oldman” calandosi perfettamente nei panni di Dick Cheney, ma davanti al potere della candidatura di Rami Malek e del suo Fredd(o)y Mercury , nulla ha potuto. In questa categoria poi, se proprio devo dirlo, l’unico che avrebbe meritato era Viggo Mortensen, e sarebbe stata una sacrosanta consacrazione a un artista gigantesco fin troppo ignorato. In coppia con Vice, l’altro sconfitto-ma-tutto-sommato-non-è-che-ci-credeva-poi-tanto è stato Spike Lee con il suo Blackkklansman. Per il leggendario regista di Brooklyn si è trattato comunque della prima statuetta competitiva, vincendo alla miglior Sceneggiatura adattata, il che è sempre meglio del premio al trucco e parrucco di Vice, che sa tanto di beffa.

Venendo alla questione Black Panther, che dire, ha vinto dei premi sì minori, ma che sottolineano come si sia trattato innanzitutto di un premio all’intera Marvel per i dieci anni del suo universo condiviso e la stessa candidatura a miglior film non può che rappresentare solo e soltanto un omaggio. Per giunta andava esaltato in quanto una bellissima produzione tutta o quasi afro-americana, nell’anno in cui sono stati premiati più artisti di colore di sempre. Entrambi i premi a miglior attore non-protagonista e la stessa vittoria di Spike Lee vanno in questa direzione.

E non era meglio  Viggo  lì a sinistra? No? Sto diventando un conservatore…

E non era meglio Viggo lì a sinistra? No? Sto diventando un conservatore…

Quindi era prevedibile e giusto che a vincere il premio più ambito fosse Green Book, così come sacrosanta è stata la vittoria di Maershala Ali, sebbene sorprenda per il poco tempo trascorso dalla sua vittoria per il detestabile Moonlight. Il film di Peter Farrelly è come detto molto classico e permette allo stesso tempo all’Academy di fare una scelta in favore di un tema di grandissima attualità, senza sbilanciarsi estremamente.

In chiusura non posso che sottolineare una delle vittorie che più mi ha esaltato sebbene ampiamente pronosticata, ovvero quella di Spiderman: Un nuovo universo a miglior film di animazione. Si è parlato tanto di questo meraviglioso gioiello, ma forse non ancora abbastanza. C’è chi potrebbe vedere anche in questo caso una scelta politica, grazie all’introduzione al grande pubblico del giovane Miles Morales (nero, ispanico, con lo zio malvivente), ma sebbene sia innegabile la strizzatina d’occhio a tali tematiche, l’operazione è fatta con un garbo encomiabile. Tra lui e Black Panther non ho dubbi su chi preferisca come araldo del genere cinecomic.

Ah e volevo approfittarne per mandare un abbraccio a Damien Chazelle, che ha appena scoperto cosa si prova a essere Christopher Nolan

E voi? Avete fatto le scommesse? Ne avete vinte? Dove eravate mentre venivano proclamati i vincitori?

Per pura trasparenza non richiesta vi posterò i miei pronostici rigorosamente pre-Oscar.

Sceneggiatura originale: Vice

Sceneggiatura adattata: La Ballata di Buster Scruggs

Vfx: Avengers Infinity War

Sonoro: Roma

Montaggio sonoro: Bohemian Rhapsody

Scenografie: La Favorita

Miglior canzone: Shallow

Colonna sonora: Black panther

Trucco e parrucco: Maria Regina di Scozia

Film straniero: Cold war

Montaggio: Vice

Costumi: La Favorita

Fotografia: Roma

Regia: Lanthimos

Animazione: Spiderman: un nuovo universo

Attrice non protagonista: Rachel Weisz

Attore non protagonista: Maershala Ali

Attrice protagonista: Olivia Colman

Attore protagonista: Viggo Mortensen

Miglior Film: Green Book

Yassssss!

Yassssss!