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Happy Birthday, Marvel Cinematic Universe!

Sono passati ben 10 anni dalla messa in moto della grande macchina di storie che è stata ed è l’Universo cinematografico Marvel o MCU (che bella cosa gli acronimi), e con l’uscita di Avengers: Infinity War si è chiuso (o si sta chiudendo) un ideale ciclo narrativo composto dalle 3 fasi pensate dalla casa di produzione.

Le pellicole Marvel sono diventate sinonimo di Blockbuster e ad oggi, anche a seguito dell’acquisizione da parte di Disney, rappresentano ad ogni uscita dei veri e propri eventi cinematografici. La grande scommessa che i Marvel Studioshanno vinto prevedeva il sogno di creare un franchise composto da tanti altri. Di fatto la strutturazione dei comic books di riferimento si è andata a sovrapporre perfettamente alla progettazione delle pellicole di questo universo narrativo. Il tipo di composizione delle storie è infatti simile se non identica alle uscite dei fumetti, con serie regolari le cui trame vanno in parte a convergere in una saga che coinvolga i personaggi di ogni altra serie. Numeri alla mano questi prodotti sono andati a conquistare incassi senza precedenti se visti nella loro interezza e un sempre maggior successo di pubblico e critica. Certo, tutt’ora non raggiungono l’impareggiabile seguito di Star Wars, ma essendo entrambi universi gestiti da Disney si fa sempre più evidente l’intenzione di fare assomigliare i due franchise come gestione, con la produzione di vari spin-off da accompagnare alla saga principale (nel caso dell’MCU si tratta dei vari Avengers).

Cominciò tutto nel 2008, in un clima di enorme scetticismo, con l’uscita di Ironman, di Jon Favreaue con la prima apparizione di Robert Downey Jr.nel ruolo che lo ha riportato alla ribalta come uno dei migliori attori della sua generazione. Intendiamoci, la Marvel aveva provato vari esperimenti nel corso degli anni, tra cui la trilogia su Blade, ma il momento della nascita dei veri Marvel Studios coincide proprio con Ironman. Il film aveva un budget ridotto rispetto ai blockbuster dell’epoca, eppure riuscì a ritagliarsi il proprio spazio in un’epoca in cui il cinecomic (il genere di film tratto dal fumetto) ancora non aveva la risonanza e la legittimità di un vero e proprio genere. Certo, c’erano già stati negli anni gli esperimenti di successo con la Warner/Dc e la saghe su Batman, la serie degli X-Men e quella di Spiderman, ma i Marvel Studios avevano in mente un tipo di produzione inedito, che si differenziava dal semplice sistema di sequel e prequel: voleva creare un vero e proprio universo narrativo interconnesso.

Ho un'idea: facciamo triliardi di dollari rendendo pheeghi i personaggi nerd per eccellenza.

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Così, nella fase denominata Fase Uno di questo loro progetto, Kevin Feigee soci produssero nel giro di quattro anni ben sei film: Iron Man, L’incredibile Hulk, Iron Man 2, Thor, Captain America – Il primo Vendicatore eThe Avengers. Dopo il successo del primo film, con uno straripante Robert Downey Jr., erano stati gettati i semi della possibile costruzione narrativa che avrebbe portato alla creazione del super gruppo dei Vendicatori, la squadra dei più potenti supereroi di casa Marvel, riuniti per difendere la terra. Certo, il film successivo, Lincredibile Hulk(2008) con Edward Norton, non ebbe molto successo, anzi…la nota positiva è che permise di continuare a tessere questa trama e aggiungere nuovi personaggi all’universo narrativo. La Marvel stava giocando duro, basta vedere i nomi coinvolti. Il sequel di Iron Man, dal titolo Iron Man 2(2010), vide in aggiunta al cast originale nomi come quello di Sam RockwellDon Cheadlein sostituzione di Terrence Howardnel ruolo di James Rhodes/War Machine, Scarlett Johansonnnel ruolo di Natasha Romanoff e Mickey Rourkenel ruolo dell’antagonista Whiplash. Una scommessa non da poco considerando che l’attore era sì tornato alla ribalta con il suo ruolo magistrale in The Wrestler(2008) di Darren Aronofsky, ma salvo per la sua interpretazione in Sin City (2005) mancava al mondo della Hollywood “che conta”, dei grandi successi commerciali, da parecchio. Questo sequel fu il punto di svolta, il momento in cui furono messe sul tavolo tutte le carte che i Marvel Studios volevano giocarsi. Molti dei personaggi introdotti saranno infatti dei collanti tra i vari film che stavano preparando, a cominciare dalla Vedova Nera interpretata dalla Johansonn, ma soprattutto nella figura di Phill Coulson, l’agente dello S.H.I.E.L.D. che avrà un ruolo fondamentale nell’introdurre Thor sulla terra nel film del 2011 di Kenneth Branagh. Il film del regista inglese ebbe un riscontro leggermente sottotono rispetto all’irresistibile Iron Man e il gusto tutto Shakespeariano del regista contribuì solo in parte all’introduzione del mondo Fantasy della Asgard di Thor. Se non altro ci fece conoscere Chris Hemsworthnei panni (quelle poche volte in cui è vestito) di Thor e un fan-favorite come Tom Hiddlestonnel ruolo del suo fratellastro Loki. Stesso discorso si potrebbe fare per il successivo Captain America – Il primo Vendicatore (2011). Il film ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale fece conoscere al grande pubblico oltre al suo personaggio principale il suo interprete, Chris Evans, già Torcia Umana nel dimenticabile i Fantastici Quattrodi qualche anno prima e non nuovo al mondo dei cinecomics. Ma non intendo dilungarmi troppo su queste pellicole nello specifico. Ciò che conta è il tipo di produzione che la Marvel stava imbastendo. Ogni film era un piccolo blockbuster atto a mettere su mattone dopo mattone le fondamenta di quello che è tutt’oggi l’intero universo narrativo, in cui la pietra angolare è rappresentata da Iron Man, ma il primo punto esclamativo, la costruzione di un ideale pianerottolo è avvenuta con The Avengers(2012) di Joss Whedon.

La grande ambizione di riunire un gruppo di supereroi per la prima volta in un unico grande film (tentata in precedenza con scarso successo da La Leggenda degli Uomini Straordinari, anche se in comune avevano solo la matrice fumetto), si rivela una scommessa vincente e The Avengers è ad oggi ancora il quinto maggior incasso della storia del cinema. Il film è stato anche un successo da un punto di vista strettamente cinematografico e per la critica, ponendo le basi soprattutto per quello che sarà il tono delle pellicole a venire. Perché sì, potremmo stare qui a parlare dei vari film, dei successi e dei personaggi che ci hanno fatto conoscere, ma la vera e propria rivoluzione dei Marvel Studios risiede nella geniale idea di giocare con i generi cinematografici e in alcuni casi riscriverne le regole. Il film dei Vendicatori è un action-fantasy-sci-fi in cui si ride e tanto! Va detto che a contribuire alla creazione di quest’ibrido produttivo destinato a conquistare universalmente pubblico e critica abbia giocato un ruolo fondamentale l’acquisizione della Marvel da parte della Disney. Infatti da questa operazione la casa di Topolino si è aggiudicata i diritti di distribuzione di Avengers e del sequel Iron Man 3, inizialmente, per poi riconquistare i diritti anche sulle pellicole precedenti e future. Una cosa non da poco, dato che da questa operazione deriva anche il tipo di contenuto proposto. I Marvel Studios hanno decretato la rivincita dei nerd, il pubblico di nicchia, le storie degli outstider che si fanno sistema, cool. The Avengers è stato la consacrazione di questa folle scommessa di Kevin Feige.

Insistendo su questo punto non posso non sottolineare come nella Fase Due, a seguito dell’enorme successo della precedente, si sia ulteriormente alzato il tiro proponendo degli esperimenti molto interessanti. Su tutti Captain America – The Winter Soldier(2014) e Guardiani della Galassia(2014). Il primo oltre a essere un sequel del più sottotono il Primo Vendicatore,è un interessante spy-movie in salsa supereroica, primo vero tentativo forse di esprimere un contenuto più maturo rispetto al resto della produzione. In oltre ha permesso a due importantissime pedine per il futuro, i fratelli registi Joe e Anthony Russo, di entrare a far parte di questa grande famiglia. Con Guardiani della Galassiasi prende a piene mani dalla fantascienza più pura, sebbene arricchita di un umorismo unico che ne decreterà l’enorme successo. L’intuizione di James Gunnnel farci conoscere questo gruppo tutto sommato minore e sconosciuto ai più (se non ai più fanatici fumettofili) è stata quella di umanizzare quanto più possibile il suo protagonista, Peter Quill (lo spassosissimo Chris Pratt). Grazie al suo amore per la cultura pop e la musica rock, questo protagonista ci porta nello spazio prendendoci per mano, alla scoperta di personaggi strambi e curiosissimi. Ognuno dei fantasiosi abitanti di questo mondo sono però portati tra noi, riconoscibili in tutte i difetti e i pregi dell’animo umano, tanto che ci dimentichiamo dell’assoluta mancanza di serietà all’interno della pellicola e ci lasciamo guidare da un lungo pezzo rock con tanto di assoli. La Marvel stava insomma sperimentando con alcune pellicole, mentre contemporaneamente insisteva con il suo tono di fabbrica, che prevedeva pellicole divertente e i cui personaggi non si prendono mai sul serio. In tal senso il vero passo falso (di certo non commerciale) è rappresentato dal secondo film degli Avengers, Age of Ultron(2015), schiavo di battutine e trovate più tediose che altro. Iron Man 3(2013) è interessante per le trovate coraggiose che si concede, salvo il modo in cui chiude idealmente la trilogia sul personaggio (che chiaramente monopolizzerà altre pellicole come vedremo); Thor – The Dark World(2013) è invece un fantasy senz’anima e troppo confuso, alla ricerca di un’epicità a tratti ridicola. Tra i film di questa fase Ant-Man (2015) nel suo ridimensionare (brutto, ma dovuto gioco di parole) le aspettative, riesce ad essere paradossalmente uno dei film più riusciti del MCU. Un action-comedy con elementi da heist movie, perfetto blockbuster estivo.

La fase due segna anche il debutto delle serie tv prodotte da Netflix. La Marvel aveva fatto dei tentativi con Agents of SHIELDe Agent Carter, più o meno riusciti, ma è con DaredevilJessicaJonesLukeCagee IronFist(e gli spin-off The Defenderse The Punisher) che mette un punto esclamativo, allargando le trame dell’universo narrativo anche nella serialità di un certo livello (almeno per alcune di queste). Soprattutto con Daredevil e Jessica Jones l’MCU si è arricchito finalmente di contenuti più maturi e di storie intriganti e non per forza intrise di forzata ironia. Insomma, ormai le trame di questo universo potevano parlare a chiunque.

Il colpo di grazia è arrivato con la Fase Tre. Ormai i ritmi produttivi dei Marvel Studios permettono la costante produzione di almeno due pellicole l’anno, e ad ogni annuncio seguono prenotazioni, aspettative e la sicurezza di incassi da record. La concorrenza non esiste e addirittura riescono a strappare un accordo per portare Spider-Man nel proprio universo narrativo, prima per una breve apparizione in Captain America: Civil War(2016) e poi per una co-produzione con la Sony che ne detiene i diritti per Spider-Man: Homecoming(2017). Il primo è una straripante prova di forza, in cui sono presenti quasi tutti i personaggi visti finora e prova a segnare anche un certo cambio di tono rispetto al grosso della produzione precedente. In questa fase ci si permette di introdurre con degli stand-alone anche dei personaggi davvero per intenditori, ma tanto una volta passati i Guardiani della Galassia, perché non provarci? E infatti i Marvel Studios lanciano Doctor Strange(2017), ambizioso film ricco di spunti ingegnosi e che sfruttano appieno le possibilità della CGI, regalandoci suggestioni psichedeliche. Non contenti piazzano la bomba con Black Panther(2018), vero e proprio successo inatteso e senza precedenti per numeri e accoglienza. Il personaggio è entrato quasi da subito nell’immaginario contemporaneo con una forza senza precedenti (e a ragion veduta, visto che il film è forse uno dei migliori cinematograficamente parlando). Nel mezzo c’è il sequel sottotono di guardiani della Galassia, intitolato Vol.2, il già citato Spider-Man, molto teen e tutto sommato divertente e soprattutto un tentativo rassegnato con Thor. Ragnarokè il terzo film della sua personalissima trilogia e finalmente, capendo che il personaggio non tira come gli altri e che vanno sfruttate delle caratteristiche proprie dell’interprete, la produzione punta a imbastire un film che racchiude tutti gli elementi di successo degli altri: una commedia fantascientifica a forti tinte fantasy, condita da battutine e ironia ad ogni singola scena.

La foto celebrativa dei primi 10 anni di MCU.

La foto celebrativa dei primi 10 anni di MCU.

Con Avengers: Infinity War, i Marvel Studios hanno idealmente chiuso un primo ciclo della loro esistenza e l’hanno fatto alla grande. Senza dilungarmi, poiché non si tratta di una recensione (e per altro se siete giunti fin qui, vi voglio proprio bene e mi scuso), il terzo capitolo degli Avengers segna il punto più alto finora raggiunto dal MCU. Il compimento di un piano imbastito in 10 anni conditi di tanto ottimo intrattenimento, storie e personaggi, capaci e talentuosi cineasti, artisti e scrittori. E lo fa cambiando ancora una volta la propria pelle, proprio quando chiunque avrebbe giocato sicuro. Il film è difficilmente collocabile ed etichettabile, se non come un prodotto unico nel suo genere. È Cinema. È Fumetto. È una Serie. È tutto ciò che volevamo vedere in una sala e forse anche qualcosa che non sapevamo di volere. Chi mi conosce lo sa, non sono mai stato il fan numero uno del MCU, ma lo guardavo con invidia e a volte con noia, essendo un fan della Distinta Concorrenza. Eppure ne ho visto ogni singolo film e mi sono affezionato ai suoi personaggi. Amo il cinema, amo i fumetti e amo le serie tv. Non posso fare a meno quindi di essere felice nel meravigliarmi di fronte alle mutazioni che questo grande fenomeno sta portando a questi media, ponendo domande, contestando, divertendoci, e a volte rispondendo agli stessi dubbi che pone. Quindi tanti auguri, MCU! Adesso che Disney acquista anche la Fox, bisognerà farci l’abitudine e imparare ad adorarti. Lode all’Ipnorospo!

Ah, scusate…troppo presto?