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Streaming Wars

Chiudete le porte di casa con varie mandate, sbarrate le finestre, mettete in salvo vecchi e bambini: la guerra delle piattaforme streaming sta arrivando!

Netflix non detiene più lo strapotere che l’ha portata ad essere LA piattaforma streaming per eccellenza e il suo primato inizia a vacillare. Ma come, direte voi, con tutti gli abbonati che ha in giro per il mondo? Beh, signore e signori cari, la concorrenza s’è fatta agguerrita e ha preso ai fianchi la compagnia di Los Gatos. In particolare l’entrata in campo e le rivelazioni sui piani di Disney ed Apple ha messo in seria discussione l’equilibrio di potere nel mondo dell’intrattenimento multimediale.

Se prima infatti l’unica diretta concorrente era Amazon Prime Videos, adesso la prospettiva è cambiata e nei prossimi anni vedremo una vera e propria guerra per il controllo dell’intrattenimento audiovisivo. Ve ne parlo in questo momento proprio perché è freschissima la notizia dei futuri piani editoriali dei Marvel Studios per il Marvel Cinematic Universe, e le scelte adottate sono state molto influenzate dall’imminente apertura della piattaforma streaming Disney+. Questo sottolinea quanto si voglia spingere questa novità, che può per altro vantare un catalogo di esclusive da leccarsi i baffi, senza contare il resto della proposta non originale da paura. Una direzione che segna a mio avviso un nuovo modo di vedere la programmazione audiovisiva, verso quella che si prospetta come da titolo una vera e propria guerra di ascolti e abbonamenti.

Anche solo questi tre signori valgono un anno di abbonamento  Netflix.

Anche solo questi tre signori valgono un anno di abbonamento Netflix.

Ci sono proposte davvero per tutti i gusti e le tasche, partendo da quello che una volta era il servizio egemone per eccellenza (incredibile come possa cambiare tutto nel giro di poco tempo). Sebbene infatti Netflix possa contare su un numero di abbonati decisamente superiore alla media degli altri servizi di streaming a livello mondiale, va detto che negli ultimi tempi un numero sempre più considerevole di persone ha disdetto il contratto (parliamo a livello mondiale). Se volete la mia personalissima opinione (e se siete qui credo più che altro che ve la siete andata a cercare) il livello qualitativo medio della proposta di Netflix si è considerevolmente abbassato e soprattutto nella proposta di film di produzione originale si è raggiunta una certa stagnazione. Non bastano infatti i casi di Roma di Cuaron o la promessa del Messia Zio Martin Scorsese con il suo The Irishman a tenere alto il vessillo dei film targati Netflix. Il resto dei lungometraggi originali proposti sono nettamente di basso livello. Sulle serie anche devo ammettere di essermi trovato in difficoltà per diversi mesi, salvo per le sempre ottime produzioni animate che non hanno rivali. Certo, c’è il contratto di esclusiva di Ryan Murphy come garanzia di avere almeno uno show ogni anno di eccellente fattura, ma non credo basti.

La qualità media proposta dagli show di Amazon è fuori scala rispetto alla diretta concorrente. Queste serie sono infatti magari meno pubblicizzate (anche se cominciano a interessare sempre di più i media), ma per scrittura e per talenti coinvolti mantengono sempre un valore complessivo superiore. Amazon Prime Videos per certi versi sembra puntare alla qualità piuttosto che alla quantità, il che mi sembra una più che ottima direzione visto anche il costo così contenuto e considerato che include anche l’abbonamento a Prime per le spedizioni. Sul fronte lungometraggi originali la compagnia di Jeff Bezos punta soprattutto allo sviluppo di lavori per la sala e ha piazzato qui e lì delle opere niente male. Ah, per altro all’estero hanno anche un catalogo di cortometraggi e produzioni indipendenti, il che per un giovane regista come me non può che essere un plus. Il recente coinvolgimento di Neil Gaiman e lo sviluppo di piccole perle come The Terror, sottolineano un trend decisamente positivo per questa piattaforma.

I pochi talenti coinvolti in Apple tv+

I pochi talenti coinvolti in Apple tv+

Come un fulmine a ciel sereno si è manifestata anche la Apple con Apple Tv+, un’estensione potenziata del suo già esistente servizio streaming. Giusto per capirci, la compagnia della mela vanterà dei contenuti originali firmati tra gli altri da gente come Steven Spielberg, M.Night Shyamalan, J.J. Abrams, con star come Jennifer Aniston, Reese Witherspoon, Jason Momoa e tanti altri. Una notizia che per forza e prospettive mette la Apple sullo stesso ring e categorie delle sue dirette concorrenti e che contribuisce ad alimentare la guerra di cui sopra. Devo dire che per i nomi citati non ha praticamente rivali.

Solo vedendo questa immagine mi vengono addebitati i soldi dell’account.

Solo vedendo questa immagine mi vengono addebitati i soldi dell’account.

E siamo arrivati al quarto concorrente. Il più difficile da battere. Disney+ vanterà contenuti originali griffati Marvel, Star Wars, National Geographic e tutti i cataloghi relativi a precedenti produzioni con gli stessi nomi. Già solo questo farebbe tremare le ginocchia a chiunque. Non basta. La Disney acquista la Fox. Di conseguenza vuol dire avere anche tuuuuuutta la produzione passata e futura di tutte le sottocase di produzioni annesse a quel marchio. Ma tanto per dirne una, Disney+ permetterà di vedere qualsiasi episodio di tutte le stagioni dei Simpson. Sì, i Simpson. Rendiamoci conto, stiamo parlando di una compagnia che da sola vanta il 44% delle proprietà intellettuali della cultura pop contemporanea. Aggiungeteci a tutto questo le stesse produzioni Disney e quelle della Pixar (con anche dei nuovi show di animazione). Catalogo alla mano, non ci sarebbe storia. Il prezzo indicativo (americano) è poi davvero basso.

A queste grandi contendenti bisogna aggiungere Hulu, la Warner che attraverso HBO Go vuole emulare le sopracitate piattaforme, la già esistente Dc Universe (ancora inedita in Italia e credo tale rimarrà), Rakuten Tv e tantissime altre. Ma, va detto, queste rappresentano più degli spazzini dei rimasugli che verranno lasciati dai pesci più grandi che dei veri e propri competitor (anche se HBO vuol dire comunque le produzioni originali più forti degli ultimi 20 anni). Ecco, forse tra queste solo HBO Go potrebbe avere voce nelle battaglie a venire. Pensate solo alla possibilità di rivedere (legalmente, brutti maiali) Game of Thrones, Big Little Lies, i Sopranos, Westworld, The Leftovers e la futura serializzazione di Watchmen (speriamo sia il capolavoro che spero).

Please, be good!

Please, be good!

Insomma, la guerra delle piattaforme streaming è ancora agli inizi, ma già si possono intravedere i diversi approcci delle varie fazioni. Una cosa è certa, per i nostri portafogli saranno dolori, mentre ci aspetta una vera e propria festa per i nostri occhi, per la nostra mente e per i nostri cuori.

Il mio Star Wars

Dove tutto ebbe inizio.

Dove tutto ebbe inizio.

ATTENZIONE! Non ci dovrebbero essere Spoiler propriamente detti, ma il mio tono potrebbe forviare la visione dell'ultimo episodio della Saga. BE WARNED!

Al termine dei titoli di testa più famosi e celebrati della storia del cinema, ci troviamo davanti sempre ad un mare di stelle. Lo stesso mare che rimiriamo quando fantastichiamo sulle nostre esistenze, sui significati della Vita e ci perdiamo nei meandri della nostra immaginazione.

Star Wars, LA Saga, per me ha sempre significato molto più di un semplice film, di una storia come altre. Le Guerre Stellari e la lotta perenne tra bene e male, il Lato Oscuro e il Lato Chiaro, sono un prototipo di scrittura che trascende il mezzo con cui viene veicolato. Credo fermamente che l’Opera di George Lucas (e poi della Disney, ok) rappresenti la cosa che più si avvicina al Mito, e anzi sono portato a pensare che da qui a centinaia di anni a venire, quando anche noi saremo ormai diventati un tutt’uno con la Forza, le avventure di Luke, Han e Leia contro il malvagio Darth Vader si mescoleranno alla Storia dell’Umanità.

La convinzione che mi guidava fin da bambino a considerare questi personaggi come realmente esistiti non è stata scalfita nel tempo e anzi, crescendo ho imparato a capire il vero significato della frase “tanto tempo fa, in una galassia lontana, lontana…”. Star Wars è una storia senza tempo di Cavalieri e principesse, di antiche religioni e raggi laser, di repubbliche con pianeti capitali e separatisti robotici, del nostro tempo e di tutte le sue rappresentazioni. George Lucas ha tratto spunto dalla mitologia e dagli studi sugli archetipi restituendoci un mosaico di personaggi e storie destinate a durare nell’immaginario collettivo.

Quando nel 1977 uscì il primo capitolo (all’epoca chiamato solo Star Wars), nessuno avrebbe mai immaginato che da quella pellicola così per certi versi ingenua e sognante potesse nascere gran parte della fantascienza moderna. Eppure, grazie alla forza dirompente di uno dei protagonisti della New Hollywood (ideale gruppo di autori che riscrissero le regole del cinema occidentale negli anni Settanta – Scorsese, Coppola, De Palma, Spielberg per dire), quale era Lucas, la fantascienza e il fantasy trovarono non solo il loro connubio perfetto, ma una rivoluzione di forma e contenuto essenziali alle fortune future. In oltre ancora oggi, calcolando l’inflazione, il primo Star Wars si attesta ancora come uno dei film di maggior successo commerciale di sempre, dietro forse solo Via col vento. Con L’Impero colpisce ancora (The Empire Strikes Back – 1980) poi si è scritta un’ulteriore pagina della storia del cinema, con uno dei film se non il più riuscito dell’intera saga conclusasi poi con Il Ritorno dello Jedi (1983).

Io voglio troppo bene a zio George. Cioè, guardatelo!

Io voglio troppo bene a zio George. Cioè, guardatelo!

Negli anni dell’assenza dalle sale la fama di Star Wars è cresciuta a dismisura, conquistando qualsiasi media e vantando una delle community di fans più affezionate della storia della cultura pop. Si sono susseguite: parodie (di cui la più famosa è Balle spaziali di Mel Brooks), fumetti, videogiochi, giochi da tavolo, di ruolo, merchandisng della più svariata natura e soprattutto tanta produzione letteraria a colmare il background non raccontato della storia principale, così come per narrarne le diramazioni possibili in dei simil-sequel. Tutto ciò che ha contribuito ad ampliare la storia della saga principale viene definito Universo Espanso, anche se ormai la Disney ha dichiarato un sacco di roba come non canonica e quindi non facente parte della linea narrativa ufficiale. Le Guerre Stellari sono entrate di fatto a far parte di un immaginario collettivo che va ben oltre le trame narrate nella trilogia principale. Lo stesso concetto di Forza, un’energia che ci circonda e che metterebbe in comunicazione tutte le cose dell’Universo è stata presa come vera e propria religione da molte più persone di quante se ne possa immaginare. C’è chi ha deciso di vivere secondo i principi Jedi (i cavalieri dell’ordine e dell’equilibrio) o chi addirittura segue quelli dei Sith (i rappresentanti del caos e del potere), a dimostrazione di quanto questa saga rappresenti un fenomeno che va ben oltre la “semplice” dimensione filmica.

Io sono un fiero classe 1990 e negli anni in cui sono cresciuto era ancora vivo e vegetissimo il culto della saga. Con l’aiuto di alcune benedette VHS e di alcuni passaggi in tv anche il piccolo me poté scoprire il mondo di Luke e compagnia. Mi ricordo perfettamente come montava l’ansia durante l’assalto finale alla Morte Nera, tanto che le sedie della cucina, capovolte ad arte, diventavano le cabine di pilotaggio delle mie personalissime Ala-X. Per non parlare di quante volte io e i miei cugini abbiamo dato vita a dei duelli serratissimi con le nostre spade laser, salvo poi bisticciarci circa l’uso più o meno improprio della Forza. Ricordo con non poca commozione quando mi fu regalata la prima versione restaurata de LA trilogia, quella del 1997 celebrativa per i 20 anni della Saga. C’erano scene inedite, e in generale la definizione migliorata di ognuno dei tre film era sorprendente rispetto a quanto avessi visto prima. Ma soprattutto il case di quella edizione era cromato in “oro” e le sagome degli eroi della mia infanzia si stagliavano sul bordo di un involucro a forma dell’elmo di Darth Vader. Per di più nonostante all’epoca internet non permettesse di ottenere news alla velocità della luce, circolavano rumors di una possibile nuova trilogia. E così fu.

Una delle cose più fighe che abbia mai posseduto.

Una delle cose più fighe che abbia mai posseduto.

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Nel 1999 uscì La Minaccia Fantasma. Finalmente una generazione di fans che avevano vissuto Star Wars solo al piccolo schermo avrebbero potuto godere di un evento senza precedenti. Avremmo vissuto il NOSTRO Star Wars e così doveva essere. Se devo essere sincero, così fu, ma il tempo non è stato galantuomo con questo film, ma non è questa la sede per discutere degli aspetti puramente critici. Stiamo parlando di amore in questo articolo. E giù giocattoli, videogiochi, e la speranza riaccesasi per una trilogia prequel che ci ha portato a conoscere il cammino di Anakin Skywalker vero il Lato Oscuro (oh no, spoiler!). Seguirono L’Attacco dei Cloni (per certi versi peggiore di Episodio I) e il mio preferito dei prequel, ovvero Episodio III: La Vendetta dei Sith. A questi film fa dato il merito di aver ampliato l’Universo di Star Wars oltre ogni limite immaginabile, facendoci conoscere un esercito di Jedi nuovi a cui affezionarci, nuovi pianeti e razze aliene, e tanta nuova mitologia. Soprattutto hanno sollevato un problema divenuto poi fondante per un fan, ovvero la deontologia di visione della Saga. Da questo momento in poi sono nate le due fazioni IV-V-VI-I-II-III e I-II-III-IV-V-VI, che indicano l’ordine di visione dei vari episodi, divisi per ordine cronologico o di uscita. Eh si, saranno stati brutti, dei mega giocattoloni e Hayden Christensen sarà forse una delle scelte di casting peggiori della storia del cinema, ma Ewan McGregor nei panni di un giovane Obi-Wan Kenobi, Yoda che combatte, Samuel L.Jackson figo come sempre e il più bello e lungo duello di spade della storia del cinema (girato per altro da nostro signore Steven Spielberg), valgono tutta la fatica. Per di più a posteriori e con la saggezza data dall’età, si evince come Lucas abbia voluto inserire una forte componente politica (dai più perculata poiché ritenuta noiosa), che quando non scade in inutile retorica si manifesta sotto forma di sibilina metafora. Uno degli aspetti più sottovalutati dell’intera trilogia prequel.

<<Non mi piace la sabbia...>>, una delle battute più brutte della storia del cinema.

<<Non mi piace la sabbia...>>, una delle battute più brutte della storia del cinema.

Ricordo di aver visto La Minaccia Fantasma almeno 4 volte al cinema quell’anno, il fatidico 1999, così come ho un’immagine nitida in testa del vhs registrato da Tele+ che mi permise di vedere il film altre migliaia di volte. Il risultato adesso è che a distanza di anni io e tutti i miei cugini ancora ricordiamo tutte le battute di quel (devo dirlo) pessimo film. Ricordo di aver giocato con i miei cugini decine di migliaia di battaglie a Star Wars Battlefront 1 e 2 ai tempi della Ps2 e a distanza di anni, con console diverse e giochi nuovi, ancora stiamo giocando a questo titolo. Ricordo le mille difficoltà con cui installavo i giochi di Star Wars al pc, salvo poi non capirci una mazza e rinunciare a finirli (ehi, avevo comunque 8 anni). Ricordo, ricordo, ricordo…

Ricordo te, Obi-Wan, e di come sei diventato immediatamente il mio personaggio preferito.

Ricordo te, Obi-Wan, e di come sei diventato immediatamente il mio personaggio preferito.

Da qualche anno c’è una nuova trilogia, nuove e vecchie storie che si intrecciano, nuovi giochi, fumetti, tante new entry nella mitologia. Ma il motivo per cui ancora tremo e mi commuovo a sentire il tema di John Williams e a veder scorrere quei cazzo di titoli di testa è che Star Wars mi appartiene, è una delle fabbriche dei miei ricordi più belli e importanti. È la mia famiglia, è IL mito, è stato ed è la storia su cui studio tutt’oggi, affrontando le tecniche di scrittura e della Sceneggiatura.

Tutto questo nessun film imperfetto, nessuna nuova direzione, nessun attore cane potrà mai togliermelo. Perché quando quei titoli di testa terminano di scorrere rimarremo a rimirare le stelle a chiederci in quali nuovi pianeti, minacce e avventure ci imbatteremo questa volta. Star Wars per me è e sarà sempre il sogno, il mito, l’avventura e l’epica.

Perché è vero, Luke Skywalker è in ognuno di noi, ma è altrettanto vero che non tutti possono essere Luke Skywalker.

 

Firmato:

un fan che si lascia andare nella Forza

Io all'uscita della sala dopo  The Last Jedi .

Io all'uscita della sala dopo The Last Jedi.