recensione aquaman

Shazam! di David F. Samberg

Sembrerebbe che la Dc/Warner abbia finalmente intrapreso il percorso giusto per affiancarsi se non altro alle produzioni dei Marvel Sutdios. Dopo l’enorme successo di Aquaman di James Wan, la distinta concorrenza piazza un colpo niente male con il suo nuovo arrivato, il proprio personale Captain Marvel.

Shazam!, rigorosamente con il punto esclamativo, è un film pieno di ironia (volevo scrivere brio, ma non sarebbe stato il termine adatto). Contrariamente a quanto offerto finora dal cosiddetto Dc Extended Universe (un modo inutilmente complicato per etichettare e differenziare il proprio universo narrativo), questo film punta tutto sul divertimento e proprio come Aquaman prima di lui riesce a esplorare un personaggio tutto sommato secondario all’interno del pantheon degli eroi Dc e dargli il giusto lustro. La cosa interessante è che nonostante l’accento sia posto su questo tono scanzonato e ironico, il film non risparmia momenti più cupi e affini al genere che ha lanciato il regista, ovvero l’horror. È infatti curioso notare come pur trattandosi di un film assolutamente kid firendly, Shazam! si permetta di mostrare degli antagonisti particolarmente impressionanti e spaventosi, sia negli intenti che nelle sembianze. A farne le spese forse è solo il povero Doc Sivana, qui interpretato dal sempre granitico Mark Strong. Il personaggio messo in scena dall’attore britannico è sicuramente meno ridicolo della sua controparte fumettistica, ma risulta poco più che una macchietta col passare dei minuti.

Il cuore del film diciamocelo sono i ragazzi. Billy Batson e il suo fratellastro neo-acquisito Marty Freeman sono uno spasso insieme, grazie a due ottime interpretazioni rispettivamente di Asher Angel e di quel Jack Dyaln Grazer di It-iana memoria. Grazie a quest’ultimo per altro, riesce a non sfigurare anche il buon Zachary Levi nei panni della controparte supereroistica del nostro protagonista. Sia chiaro, non è che qui ci si aspettasse una performance di chissà quale caratura, ma come per il Momoa di Aquaman, la parte sembra calzare a pennello per Levi. L’attore riesce a mostrarci la giusta dose di dolcezza che caratterizza Billy, il suo senso di smarrimento, ma soprattutto l’incoscienza di un quattordicenne a cui vengono appioppati tutti quei superpoteri (e senza ancora nessuna responsabilità). Il rapporto tra il supereroe e il suo fratellastro che gli fa da manager è tutto da ridere e rappresenta il fulcro di tutto il film (a volte inficiando la narrazione stessa) e i due attori hanno un’ottima chimica. La cosa non fa che sottolineare la centralità del tema della famiglia, in una chiave però molto interessante e moderna.

Prova superata, Captain Mar…ehm…Shazam!

Prova superata, Captain Mar…ehm…Shazam!

Il film ci regala anche diversi colpi di scena, tutti ben dosati, e in definitiva riesce ad avere un cuore che tante altre pellicole supereroistiche hanno ormai dimenticato. Per riassumere il concetto, non è solo un cinecomic, ma un vero e proprio film, anche se non di eccelsa fattura. Riesce ad essere un ottimo intrattenimento per tutte le età e ad accontentare ogni nerd di sorta (ammesso che abbia ancora senso definirsi tali).

Questa nuova linea della Dc che grida forte “siamo diversi e ce ne vantiamo” può essere la perfetta chiave di lettura per ottenere il tanto agognato successo. Per altro sembrerebbe ricalcare lo stesso percorso fatto dalla Marvel e tanto richiesto dai fan, ovvero di proporre volti nuovi prima di riproporci l’ennesimo Batman o Superman di sorta (sorry Bruce and Clark). Eppure allo stesso tempo proprio con Shazam! la Dc/Warner riesce a incastonare il tutto all’interno di un universo narrativo, che se non si può dire coeso, almeno possiamo considerare consapevole dei propri protagonisti. Speriamo solo che mantengano questa loro caratteristica di unicità. Come dire, anche Aquaman aveva i suoi difetti, eppure parliamo di un film che ha superato il miliardo di dollari al botteghino!

Comunque sia, Shazam! è un film divertente, scemo, colorato, a tratti anche cupo e che se non altro conferma la nuova linea editoriale di casa Dc comics. Pur non prendendosi quasi mai sul serio, non risulta mai stucchevole, ma anzi a tratti molto interessante e fresco a modo suo.

Per ora anche vincente.

Recensione - Aquaman di James Wan

Ecco come iniziare con il botto il 2019

1.

Prendete un eroe diventato una barzelletta in patria e in tutto il mondo e decidete di stravolgere l’opinione che ne ha la gente.

2.

Scegliete una sagoma vivente come Jason Momoa per interpretarlo. Lui gli saprà dare una nuova e intimorente fisicità oltre che una personalità simpatica e truzza da morire.

La sequenza introduttiva di Momoa è super!

La sequenza introduttiva di Momoa è super!

3.

Assicuratevi uno dei migliori filmmaker degli ultimi anni, campione d’incassi con budget irrisori e capace di dare vita a franchise nuovi e interessanti come Saw, The Conjuring e Insidious. Un regista in grado di raccontare storie horror come nessuno nella sua generazione, ma capace di spaziare anche in altri generi con enorme successo come in Fast and Furious 7 (un miliardo e cinquecentomilioni di dollari, che neanche nella bocca ci stanno). Insomma, affidatevi a James Wan e lasciatevi trasportare dalla sua fantasia, dai mondi coloratissimi e dagli accattivanti personaggi che sa creare.

E che le vogliamo di’ a ‘sta ragazza?

E che le vogliamo di’ a ‘sta ragazza?

4.

Assemblate un cast stellarare e dall’enorme carisma, capitanato da una giovane e combattiva Nicole Kidman (nel senso che la ringiovaniscono così bene da sembrare una ragazzina). Non solo, ma anche la protagonista femminile Amber Heard, l’avventurosa e ribelle principessa Mera, assomiglia tantissimo alla versione giovane della celebre attrice australiana (sarà per quei fintissimi capelli rossi del suo personaggio). Risultato: vi innamorerete allo stesso modo di entrambe. Patrick Wilson e Yahya Abdul-Mateen II (sì, si chiama proprio così) sono due cattivoni da fumetto, ma non smettono di essere credibili (e fighi) neanche un secondo. E poi che dire, c’è pure Ivan Drago! Cioè, c’è Dolph Lundgren, nei panni di Re Nereus e l’intramontabile Willem Dafoe, mentore di Aquaman nel ruolo di Vulko.

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5.

Impacchetta tutto in due ore di grande azione filmata con stile, ma soprattutto imbastendo una trama degna delle grandi Avventure con la A (di Aquaman) maiuscola. C’è un oggetto magico da recuperare tra misteriose tracce da seguire e mondi fantastici da esplorare, fatti di creature mostruose e civiltà ultratecnologiche. Ah, ed è in gioco l’intero pianeta! La lotta tra i mari e la terra è così forte e interessante che viene da chiedersi se poi non abbiano ragione gli Atlantidei ad avercela con noi per aver devastato il mondo che abitiamo. Quando il grande cinema commerciale incontra anche solo di passaggio i grandi temi della contemporaneità non si può che fare un applauso a questo film.

Tra le profondità oceaniche, deserti a là “Indy” e la bellezza della Sicilia, gli scenari in  Aquaman  cambiano di continuo.

Tra le profondità oceaniche, deserti a là “Indy” e la bellezza della Sicilia, gli scenari in Aquaman cambiano di continuo.

Sarà truzzo, cafone, scemo, esagerato, classico e oltremodo fumettoso (anche nella sua accezione peggiore), ma diavolo se ne avevamo bisogno!

Aquaman è come la più forte delle maree e a noi non resta che farci trasportare!