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Recensione - Benvenuti a Marwen di Robert Zemeckis

Benvenuti a Marwen è la nuova fatica dell’eclettico e geniale Robert Zemeckis. Un gigante del cinema che vanta, tra i suoi 20 film in carriera, il premio Oscar del grande classico Forrest Gump, la trilogia di Ritorno al Futuro e il rivoluzionario Chi ha incastrato Roger Rabit?.

Il film racconta la storia vera di Mark Hogancamp, un fotografo e artista vittima di un vile pestaggio che, dopo averlo ridotto in coma, gli fece perdere la memoria e diverse capacità motorie. A causa del terribile trauma Mark si rifugia nella creazione della città immaginaria di Marwen, abitata da donne toste e bellissime che aiutano il capitano Hogie a combattere i nazisti. Ah, sono tutti delle bambole.

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Ecco 5 motivi per non perdere questo meraviglioso film:

1.

Zemeckis

Robert Zemeckis è uno dei più grandi narratori della nostra epoca. Ha raccontato l’America come pochi e ogni suo film ha qualcosa da dire (dato quanto mai rilevante oggigiorno). La sua voglia di innovare e rinnovarsi è coinvolgente come sempre e la sua è una regia divertente e divertita.

2.

Cinema nel cinema

Pensare che questa sia una storia vera è toccante e devastante per certi versi. La capacità di raccontare un piccolo mondo (quello di Mark) riferito a un mondo ancora più piccolo (quello di Marwen) è quanto di più meta-cinematografico abbia incontrato negli ultimi anni. Che tutto ciò sia poi terapeutico per il nostro protagonista è molto commovente e tenero. E poi chi non ha mai raccontato storie con i propri pupazzi?

3.

L’immaginazione unisce

Che il potere dell’immaginazione sia al centro di questa pellicola è evidente, ma la bellezza dell’immaginazione e i sogni è che non hanno età. Racconta un mondo di adulti questo film, eppure è il gioco e la storia raccontata da Mark a unire tutti i personaggi di questa storia, sia nella realtà che nella finzione. Persino i suoi assalitori vengono inseriti all’interno del racconto, dichiarando un messaggio forte e deciso: siamo tutti parte dello stesso sogno (o incubo).

Le agguerrite (e deliziose) abitanti di Marwen.

Le agguerrite (e deliziose) abitanti di Marwen.

4.

Il post moderno

Questo film come molti di Zemeckis ha quel fascino dei grandi classici fin dalla prima visione. La capacità di raccontare una storia ben collocata temporalmente eppure di poter risultare attuale attraversando i decenni. Benvenuti a Marwen è ambientato nei giorni nostri (o giù di lì) con sprazzi di seconda guerra mondiale (immaginaria) con un look e un gusto che però sa di altri tempi. La formula perfetta per creare un classico.

5.

Diverso e orgoglioso

L’ultima pellicola di Robert Zemeckis non è un film come tanti, ma non si sforza nemmeno di essere originale, lo è e basta. In quest’epoca in cui tutto deve amalgamarsi e appiattirsi al contesto, questo film ha il coraggio di essere diverso, di raccontare la storia di un diverso e di farlo in una maniera unica, personale e coinvolgente. È per piccoli capolavori come questo che dovremmo batterci, prima di diventare anche noi pupazzi in una storia molto meno interessante.

Mi sembra ridondante sottolineare quanto bravo sia   Steve Carell  , ma tant’è…

Mi sembra ridondante sottolineare quanto bravo sia Steve Carell, ma tant’è…